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All'età circa dieci anni -quindi parlo di, ahimè, trentanove anni fà-, mi fu regalata, per natale, una collana riguardante gli hobby femminili.
Mi sembra fosse della Fratelli Fabbri Editori, che allora la faceva da padrone con Conoscere, nelle ricerche degli studenti di allora -e le ricerche erano tutte perfettamente identiche, quasi fotocopiate-
Questa collana, dedicata appunto a quelli che un tempo erano i pochi hobby femminili che le donne di allora si potevano permettere, è ormai desueta e fà un po' sorridere, anche se le donne sono tornate alle arti manuali, dopo anni passati in sedute estenuanti in palestra, o inventandosi passatempi che scimmiottavano quelli maschili.
A questo proposito cito, per dovere di cronaca, con una certa vergogna -e poi ci stendo sopra un velo pietoso- l'ultimo hobby
, se così si può definire, di alcune casalinghe -e non- inquiete, o
disperate, dipende dai punti di vista, che, all'uscita di un centro
commerciale della mia zona, facevano "collezione" di senegalesi,
vuccumprà, pagandone la prestazione (cercando un pò d'amore e di
attenzione? Riflettete mariti, compagni amanti o chi per voi).
A livello degli uomini. Era questo che volevamo?
Dopo questo excursus, ritorniamo alla nostra collana, che ci insegnava
come diventare una buona ospite, come apparecchiare, con tutte le
posate al posto giusto, come recidere i fiori, come cucinare, come
cucire e, da ultimo, come lavorare ai ferri.
Il tutto visto con un'ottica non certo hobbistica, da passatempo, ma
quasi come un dovere femminile. Come dire, se non sai fare questo,
rimarrai zitella. A tale proposito apro e chiudo un discorso su questo
status e mi ripropongo di ritrattarlo in un blog.
Alle mie amiche single dico spesso che le ritengo fortunate, in
quanto devono rendere conto solo a sè stesse di ciò che fanno. Ed ho
affermato che gli uomini tolgono la forza creativa alle donne.
E provo per loro un po' tenerezza, quando dicono di non essere più in
cerca dell'altra metà del cielo, anche se so -e sanno- benissimo che
venderebbero la madre pur di indossare l'abito bianco, o nero -da
vedova-.
Non si accorgono del tempo perduto nella ricerca estenuante di qualcosa
che non c'è -se non nella loro fantasia un pò infantile ed al contempo
masochista- nella fattispecie, del principe azzurro, e non liberano la
loro forza interiore, non si sublimano in qualcosa di più concreto.
L'amore, se è destino, lo si può trovare in qualsiasi tempo, in
qualsiasi modo ed in qualsiasi luogo. Anche -perchè no?- facendo la
maglia insieme ad altre donne -e quando esci dal mio spazio, dopo il
corso, ti imbatti nell'uomo della tua vita-.
Scherzi a parte, cerchiamo di ritrovare un mondo ed un modo che ci
competono, alla ricerca della creatività perduta, ma insita in noi. Non
per questo saremo meno attraenti o ci pregiudicheremo l'incontro
fatale. Inoltre, impegnate in hobby che ci gratificano, ci rilassano e ci divertono, ci sentiremo meno inacidite e più disponibili verso gli altri.
Più accoglienti, ospiti perfette -non come sopra-, padrone ineccepibili
della nostra femminilità, porte spalancate, per fare uscire la polvere
e far entrare l'amore. Sempre che ci crediate ancora.
Altrimenti andate al centro commerciale di cui vi ho parlato prima. Perderete sicuramente meno tempo.
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