Vorrei che questa storia fosse della serie Leggende Metropolitane, ma non lo è, purtroppo.
Vorrei che fossero tutte balle, o che lasciasse spazio a dubbi, ma c'è chi conosce l'interessata.
Devo dire, ad onor del vero, che anche per l'altra leggenda metropolitana, quella di George Clooney & Co, c'è chi dice, e sono tante, che Laura è un'amica della propria amica, ma insospettisce il fatto che tutte quante hanno un'amica che la conosce ma nessuno l'ha mai vista.
La persona in questione di quest'altra storia la conosco anch'io di vista...
Nel caso qualcuno si dovesse riconoscere in qualche modo in ciò che
scrivo, mi spiace, ma chi ha un comportamento simile vuole che si parli
di lei, ecco io ne parlo. Come tanti, troppi.
La chiamerò Maria, nome comune a tante persone, spero che non sia proprio il suo.
Un giorno io e R. passeggiavamo per il mercato di Giussano, quando
lei mi indica una ragazza biondina, slavatina, piccolina, firmatina,
minutina, sulla quarantina e con la faccia da cretina.
Scusate, il mio non è un giudizio mosso dall'invidia (per un momento,
in effetti, l'ho invidiata, leggere poi il perchè) ma la sua
espressione è tipica di quelle persone che da noi si definiscono un
po' indietro di cottura, amica della figlia dell'amica della mia
amica, che mi dice guarda quella, deve sposarsi con un ricercatore che
vive in America.
Dicono che lui sia bellissimo, giovanissimo, altissimo, ricchissimo -ma nessuno l'ha mai visto-.
La cosa mi incuriosì perchè 1) i ricercatori non sono
necessariamente ricchissimi 2) non sono necessariamente belli fuori, di
solito sono topi di biblioteca 3) quindi per essere notata o per
cuccarne uno devi essere una topa di biblioteca (la topa è sempre la
topa, direbbe qualcuno...).
Trovarne uno come sopra non è cosa di tutti i giorni. Da qui il moto d'invidia, subito sedato...
Prima di continuare con questa storia, vi invito ad andare a rileggere la fiaba di Andersen, Il vestito nuovo dell'imperatore, e tenerla presente.
Fatto? Ora posso continuare...
Maria va spesso in America, neanche poi tanto spesso, dove c'è il suo amore che fa ricerche, (penso io, sulla fisiognomica).
A ottobre corona il suo sogno d'amore e si sposa civilmente con lui a
Modena, nessuno è presente alla cerimonia, tranne il padre e la madre
di lei.
Dopodichè viene annunciato il matrimonio religioso, uno di quelli che in un paese fa parlare per la sontuosità.
Maria fa il vestito da sposa da Lorenzo Riva, carissimo e preziosissimo (uffa, ma quanti issimi in questa storia), la sua amica di cui sopra e la mamma l'accompagnano per le prove.
Tutti ne parlano in termini entusiastici...
Prenota a Cernobbio il megapranzo di nozze, duecento invitati, una
follia, ed è sempre accompagnata dall'amica di cui sopra e
dall'immancabile madre, perchè lui, il topo di biblioteca, è
perennemente a rosicchiare libri in America...
Prenota anche il viaggio di nozze ai Caraibi, meta un po' scontata, e
non certo di interesse culturale, ma anche i topi e le tope hanno
diritto ad un po' svago... Non per niente c'è il detto quando il gatto non c'è i topi ballano.
Dimenticavo, la lista di nozze. Lunga come il rotolo della carta igienica, e nel negozio più esclusivo di Como.
E notoriamente carissimo....
Sempre lei, accompagnata dalla madre, va a portare confetti e
partecipazioni, con l'invito esplicito a consultare la lista di nozze
su citata.
Arrivano i regali, tutto il rotolo della carta igienica usato. D'altra parte, come rinunciare a partecipare ad una cerimonia da vips?
Arriva la vigilia del matrimonio. Arriva però anche la notizia
all'amica di Mariano, la prima ad essere avvisata, che c'è stato un
grave incidente.
Dopo di lei, tutti gli altri invitati, già ingioiellatissimi, firmatissimi, tiratissimi, vengono avvisati.
Il topo di biblioteca è precipitato col suo aereo privato. Tre
colleghi hanno fatto la fine dei topi, lui ha abbandonato "la nave"
prima che affondasse, come di solito fanno i topi che si rispettano, ma
è rimasto paralizzato, anzi è in coma, anzi forse in questo momento
potrebbe essere morto...
Annullata la cerimonia, lei sparisce, scusate, va dal suo amato per
assisterlo qualche tempo, poi forse la stoffa della crocerossina non ce
l'ha e ritorna al paese, dai genitori.
Lui è un po' malconcio, non riconosce nessuno, non parla, non si muove,
quindi che lei ci sia vicino a lui o non ci sia è irrilevante.
Tutti gli ex invitati si dispiacciono per la mala sorte, (e si mangiano
le mani in mancanza del pranzo non consumato, per il regalo
naturalmente costosissimo, il meno caro era un mezzo stipendio di un
impiegato medio), e non sanno come comportarsi.
Come ci si comporta in questi casi? I regali rimangono alla poveretta,
che è rimasta vedova, o quasi, che ha già pagato il pranzo, benchè non
consumato, il viaggio di nozze, il vestito, tutte cose inutilizzate.
Che fareste, voi?
Finchè giunge una voce, come quella del bimbo della fiaba di Andersen, che ho linkato sopra, che grida Ma l'imperatore è in mutande, la voce dell'innocenza.
A questo punto tutti gli issimi cadono, tranne in una parola, incazzatissimi...
Non c'era nessun marito, nessun topo, solo polli spennati, che però
tutto ad un tratto diventano volpi, o sciacalli, vedete voi, che
reclamano indietro i regali, ma lei è introvabile. Allora si rivolgono
al negozio di Monza e vogliono essere rimborsati.
E mi hanno detto che fuori c'era la fila lunga come la carta igienica usata.
Morale della favola. Quando ci sono di mezzo i superlativi, le persone
tendono a perdere di vista la realtà, per non essere di meno agli
altri.
E vedono quello che non c'è.
Una domanda. A che pro tutto ciò, se ora Maria deve pagare tutti i
regali, deve tenersi un vestito da sposa di Lorenzo Riva, deve pagare
la penale per il viaggio annullato, deve stare chiusa in casa per
evitare gli ultimi issimi, che sono tantissimi.
A voi la sentenza. Io la mia l'avevo già data all'inizio. E finiva in ina.
Dicevo all'inizio, non è una leggenda metropolitana, non ancora. Per ora è da relegarsi in area Pettegolezzi & Co.
Ma crescerà a dismisura, tanto che il promesso sposo diventerà Rubbia,
un po' fuori dagli standard citati sopra, ma sempre ricercatore è...
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