Della serie Leggende Metropolitane, ce n'è una che vi voglio raccontare.
Il titolo più appropriato di questa sarebbe Come far scappare una donna a gambe levate, ma ditemi voi.
Un giorno, sulla via Garibaldi, che da Carate porta a Verano, un viale alberato, -uno degli ultimi rimasti, dopo il taglio indiscriminato delle piante che costeggiavano i viali di ingresso in Carate- vedo sugli alberi dei cuori rossi, fatti bene, quasi un marchio, come per dire "l'albero vive".
Ho pensato oh, no, ecco che ci risiamo con le motoseghe, ma mi consolava il fatto che tutti gli alberi avessero un cuore, quindi vivi, quindi da non abbattere.
Però i cuori, finito il viale non si fermavano agli alberi,
continuavano sui pali della luce, ovunque ci fosse uno spazio per
stampare questo cuore rosso.
Entro sulla Valassina, per andare verso Giussano, ed anche qui cuori
rossi, alcuni con una K bianca al centro. Poi delle scritte, che non
sono mai riuscita a leggere bene, in quanto piazzate in un punto che se
le leggi ti inculano. Chi è riuscito a scrivere in quel posto dev'essere tutto scemo.
Più o meno le scritte dicono, con una calligrafia appositamente elementare, mamma, torniamo da papà, ecc, c'è anche la parola angelo, ma il resto non c'è verso di leggerlo, per i motivi suesposti.
Chiedo alle pie donne del pomeriggio delucidazioni, sono loro le miei informatrici, e ricevo spiegazioni vaghe...
Ne ha parlato anche la stampa locale .
C'è, in effetti, a Verano, un cuore infranto, lasciato dalla compagna -che si è portata via la figlia- che sta passando il suo tempo,
piangendo e sfornando cuori -ne ho trovati alcuni fino a Monza, altri
verso Mariano Comense ed oltre-.
Il tipo è ricercato, deve pagare una cifra di circa 40 euro per
ogni cuore stampigliato (deve avere fatto una sagoma, sono troppo
perfetti!), e non so quanto per le scritte.
Si dice che la signorina K in questione sia in un primo momento,
dopo aver cresciuto da sola la figlia per i primi mesi, scappata con il
padre della bambina, perchè il padre di lei, col quale viveva e vive
tuttora, gli aveva negato l' acquisto della Mini Cooper.
Una volta ottenuta la macchina, oggetto del contendere, la signorina K
è tornata a casa. Con la Mini e con i cuori che ne conseguono.
Un consiglio ad entrambi.
Se è vera la storia della Mini, all'uccel di bosco conviene
stare alla larga da una donna così, e se proprio voleva farla contenta
e tenersela, coi soldi che spenderà in multe, la Mini poteva
comperargliela lui stesso.
Inoltre dovrebbe cercare passatempi migliori e meno pericolosi, non tanto per sè, quanto per gli altri -se a lui la vita puzza, fatti suoi, c'è ci combatte ogni giorno per tenersela cara-.
E dovrebbe anche sapere che correre dietro ad una donna, con piazzate e
piagnistei, per giunta, è il miglior modo per farla scappare a gambe
levate.
Se invece, la storia della Mini non è vera, come si spera, alla signorina K conviene stare alla larga da un uomo così.
I suoi comportamenti maniacali ed ossessivi non sono per niente rassicuranti, di questi tempi.
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