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Dopo una settimana "sofferta", me ne prendo una di "vacanza". Una pausa di riflessione e per ricaricarmi.
Pensavo di starmene a casa, ma sarei tentata di andare ugualmente in negozio, quindi vorrei partire per la Francia.
Ci manco da un po', ho nostalgia della Provenza, un'amica mi ha invitato, una crocettista accanita (sigh!), a Cannes, in occasione del Festival.
Non so...vedremo.
Non che io sia appassionata di mondanità, ma la Croisette, specie in
questo periodo, è un mondo aperto sulla moda e sul costume, fonte di
ispirazione.
Anche se a Cannes preferisco Juan-les-Pins, le persone sono meno snob,
e si respira un'aria esotica e più goliardica, specie di sera.
Vi direte, cosa c'entra il titolo dell'articolo, con questo mio viaggio?
Dicevo, ho passato una settimana "sofferta", con clienti più bizzose
delle star che ci sono a Cannes, che ritengono che a loro tutto sia
dovuto, in quanto "il cliente ha sempre ragione".
Ecco che ci sono arrivata.
Qui, se mi permettete, apro una parentesi su di un argomento che forse alcune clienti non hanno ancora afferrato.
Il servizio che offro ad Unfilodi, quello di confezionare maglie a mano o a macchina è un favore che faccio alle clienti.
Di guadagno mio ce n'è ben poco, giusto per poter battere lo scontrino e non smenarci.
Tuttavia, ci sto smenando in salute, in quanto i meriti sono delle magliaie, ma se qualcosa non va, le menate sono le mie.
A 'sto punto una riflessione. Ma chi me lo fa fare di sbattermi per le confezioni, se una è capace, se lo può fare il capo.
Se una non sa lavorare, e pensa che il lavoro a maglia sia come un
lavoro in stoffa, dove si può tagliare fare una pince qua e là e modificare, se non piace il capo, se le
misure e le aspettative sono differenti da quelle di partenza, se pensa
che un maglione, ad esempio, fatto ai ferri o all'uncinetto non abbia valore, in quanto
non si considera che ci vuole tempo e capacità per farlo, ha sbagliato.
Il lavoro fatto a maglia non fa per lei.
Ci sono migliaia di negozi, dove trovare un capo in maglia pronto, lo indossi, ti
piace, va bene e via, costa pure poco, specie con l'avvento dei cinesi
in questo campo.
Penso che dovrei far firmare, a chi mi chiede la confezione di un capo
su misura, una specie di liberatoria, non sugli sbagli delle magliaie
(che però vorrei fossero più obiettive e più oneste nel riconoscere
gli errori, se ce ne sono) ma sui cambiamenti di rotta, facendomi lasciare una caparra, cosa che adesso non faccio.
Mi ritroverei con meno capi "dimenticati", con ripensamenti vari, e chi più ne ha più ne metta...
Inoltre sono stufa di sentirmi ripetere che la fattura è cara.
Ho pubblicato anche qui i prezzi dei vari capi, naturalmente
esclusa la lana, e come ho già detto, sono così bassi che mi sembrano
sviliscano il lavoro a maglia.
Quindi, care clienti, così è, se vi pare, nessuno vi obbliga a far confezionare da me le maglie. Anzi, mi togliete un problema.
Iscrivetevi ai corsi, che preferisco e fatevele da sole, le vostre cose.
E se invece siete già brave di vostro, tanto da ridire sul lavoro degli altri, perchè non andate a cà a fà ul scalfitt?
Grazie, e buone vacanze a me.
Naturalmente, il mio spazio rimane aperto...
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