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Sferruzza-menti Blog 
Blog di Maglia
(con conflitto di interessi.
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Scritto da Maria Luisa
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lunedì 30 aprile 2007 |
Elisabetta, nella sua mail, mi chiede: "capisco il fascino delle lani giganti a stoppino, ma dove si possono portare?".
Per lane giganti penso intenda quelle come la Boom della Madil, o la Babà , dell'Adriafil.
E' una bella domanda, che ci siamo poste anche noi, ad Unfilodi, per trovare impieghi con lane che sono degne di questo nome, 100% pura lana, ma troppo grosse per usare per sciarpe (fatta una, molto carina da vedere, ma indossata, effetto Fantozzi), berretti spiritosi, stravenduti e strafatti, anche nel senso meno letterale del termine, perchè per indossarli bisogna essere "fuori di melone".
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Scritto da Maria Luisa
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martedì 24 aprile 2007 |
Stiamo riscoprendo un filato che era poco considerato, fino a poco tempo fa, almeno come fibra non unita alla lana, alla viscosa, ed al cotone (Champagne, della Grignasco, Feeling, della Gatto, Blossom, Kochoran, Silk Garden, della Noro, Kid Seta e Zaffiro della Madil).
In questi giorni sta esplodendo "il caso" Mulberry Silk della Laines du Nord.
Dopo un primo approccio, un po' scoraggiato alla vista del prezzo, non proprio tra i più a buon mercato, c'è stato un vero e proprio boom di vendite di questo filato, in tutti i colori disponibili, e ne ho dovuti aggiungere altri due, richiestissimi, il rosa ed il lilla.
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Scritto da Maria Luisa
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domenica 15 aprile 2007 |
Devo dire che in questi giorni di caldo, sto vendendo ancora lana.
E'
un controsenso, ma è come se in fondo le sferruzzatrici pasionarie si siano sentite
defraudate di qualcosa, dopo questo inverno cortissimo e poco freddo.
Lana ad oltranza, quindi.
Ormai ci dobbiamo rassegnare a questo strano clima e lavorare
indifferentemente lana e cotone, a seconda dell'estro del momento e non
seguendo il ritmo delle stagioni -perché, esistono ancora?-.
Del resto, anche le amiche californiane, per citare un esempio di
mie clienti online, lavorano tranquillamente la lana, nonostante il
clima non proprio nordico...
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Scritto da Maria Luisa
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venerdì 13 aprile 2007 |
Un po' caldo per pensare ai guanti, però voglio parlare del fascino di questo accessorio, un tempo prettamente femminile o simbolo maschile di nobiltà o di grado.
A cambiare questa visione, come sempre il mondo dello spettacolo, ieri come oggi.
Famosa la scena di Marlon Brando, in Fronte del porto, che raccoglie il guanto di lana, caduto per sbaglio all'attrice coprotagonista.
Come imparato nell'Actor's Studio, un buon attore deve saper trasformare qualsiasi occasione, anche gli imprevisti e gli sbagli, in azioni che sembrano uscite dal copione.
Brando, infatti, si china con nonchalance a raccogliere il guanto e se lo infila, conservando intatto il suo fascino maschile, se non aumentandolo, permeandolo di dolcezza inattesa.
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Scritto da Maria Luisa
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domenica 01 aprile 2007 |
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Su Amazon, cercando Punk Knits: 26 Hot New Designs for Anarchistic Souls and Independent Spirits - Share Ross, ho trovato questi altri testi che mi hanno incuriosito.
C'è qualcuno di voi che mi può indicare se vale la pena di comprarli o meno?
Favorite Socks: 25 Timeless Designs from Interweave - Ann Budd
Glamour Knits: 15 Sensuous Designs to Knit and Keep Forever (Erika Knight Collectibles) - Erika Knight
Lace Style: Traditional to Innovative, 21 Inspired Designs to Knit - Pam Allen
More Sensational Knitted Socks - Charlene Schurch
Twinkle's Big City Knits: 31 Chunky-Chic Designs - Wenlan Chia.
Attendo vostri consigli.
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Scritto da Silvia
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lunedì 26 marzo 2007 |
Ciao a tutte voi,
mi chiamo Silvia e da circa un mese ho scoperto questo sito, mi è piaciuto
moltissimo e sono diventata un'affezionata lettrice.
Ho imparato a lavorare a maglia da piccola, mi ha insegnato mia nonna, ma
ho sempre fatto cosucce, spesso poi, terminate da lei.
Quest'anno invece ho riscoperto il piacere della lana, la soddisfazioone di
indossare un capo solo mio e per giunta realizzato da me, senza contare poi il
relax ed il pensiero che se nonna potesse vedermi sarebbe felicissima.
Purtroppo io abito molto lontano del vostro meraviglioso negozio, infatti
sto in provincia di Grosseto, a Ribolla, un paesino molto piccolo.
Qui chi lavora a maglia è "vecchio", le mie colleghe di lavoro hanno il
tipico atteggiamento: "me lo fai anche a me?". Se io mi offro di insegnargli (le
pochissime cose che so) dicono che non gli piace e che, "orribile", loro per
queste cose non hanno tempo.
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Scritto da Maria Luisa
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domenica 18 marzo 2007 |
Qui di seguito riporto le istruzioni per il cache-goule, che verrà proposto, con relative fotocopie, alle knittatrici in erba di via Farneti, 11, a Milano, domani, 19 marzo, alla libreria eQuiLibri.
Ripeto, non è un obbligo, per chi non sa tenere in mano i "ferri del mestiere", che si può anche cimentare nel famoso quadrotto della coperta più grande del mondo...
Bene, iniziamo. Dal fondo, perchè l'unica difficoltà (se così si può definire) di questo lavoro sta nell'apertura al centro (quella dove passa la sciarpa per stare allacciata, per intenderci) e quindi è meglio affrontarla insieme. Una volta fatta, si continua ad libitum.
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Scritto da Maria Luisa
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lunedì 12 marzo 2007 |
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Martha mi scrive, dopo aver visto pubblicati i "calzini svizzeri":
Cara Luisa
Ho visto i calzettoni nel tuo sito. E mi ha fatto piacere, ho subito telefonato a Elisabeth e anche lei era contenta.
Sia per Elisabeth sia per me è troppo complicato fare le spiegazioni.
Anche se non è difficile fare i calzettoni, è un poco complicato spiegare - anche in tedesco, quanto di più in italiano.
Forse un giorno ci incontriamo e ti possiamo spiegare.
Se trovo un libro in italiano te lo invio.
Come vedo che ti interessano i lavori a maglia, ti mando un'altra fotografia.
E' per mettere al polso ed era molto alla moda qui - tanti li mettono quando fa freddo.
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Scritto da Maria Luisa
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domenica 11 marzo 2007 |
Wendy ha ospitato a Rapallo due amiche svizzere, Martha ed Elisabeth.
Sono appassionate knittatrici e calzinatrici fanatiche.
Elisabeth, all'andata, Berna-Rapallo, ha fatto il primo calzino, al ritorno, Rapallo-Berna, il secondo.
Hanno spedito a Wendy la foto dei calzini, una volta terminati, perchè lei me la facesse avere.
Infatti, ecco qui la foto.
Le ringrazio di cuore, ma invito Elisabeth e Marta ad entrare nei commenti in Sferruzza-menti Blog per aggiungere la spiegazione, per poterli realizzare.
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Scritto da Maria Luisa
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domenica 11 marzo 2007 |
Domenica 11 marzo, ore 14.00...
Raffa mi ha telefonato or ora per chiedermi se avessi veduto sul TG 1 un servizio sui Knit café, quelli che stanno nascendo come funghi a Milano, e non solo, nuovo trend del momento.
Non l'ho visto, mi spiace. Ma neanche più di tanto, perchè so cosa avrei visto e sentito. Le stesse cose.
Infatti Raffa mi ha spiegato che si citavano knitters famosi, come Russell Crowe, Uma Thurman, Julia Roberts, ecc, che tra una ripresa e l'altra sferruzzano per rilassarsi, come pedissequamente riportato dall'articolo che trovate nella Maglia Stampata, nel mio sito.
Ma andiamolo a rivedere, quest'articolo, che tra l'altro, era esposto in bacheca, e lo è stato per vario tempo, leggibile a tutte le frequentatrici di Unfilodi, Raffa compresa. Di che anno era? Eccolo:
Fuori i ferri (Donna Moderna - 09/03/2006)
Ma dove siete stati tutto questo tempo? Sospesi nell'iperspazio? Congelati come in una puntata di Beautiful, (dove non c'è né spazio né tempo)?
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Scritto da Walkyria
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martedì 06 marzo 2007 |
Si potrebbe anche dire: la capra fantasma, qualora si voglia evidenziare l'assenza della capra (cashmere), piuttosto che la mistura di vero pelo cheratinoso (lana di pecora) con un prodotto petrolchimico (microfibra).
Dopo la recensione da parte di Luisa dei libri della Debbie Bliss, profetessa del massimo dello chic in campo di maglia, e di conseguenza di filati, mi sono presa la briga di approfondire la questione già riportata anche in qualche commento qui (provo un'istintiva diffidenza verso profeti e profetesse).
Oh, ma è proprio vero, la concupita "Cashmerino" Debbie Bliss non è quel che si credeva essere... nessuna
diffamazione, carta canta, ma non alla Elton John, direi alla Syd
Barrett buon'anima, a giudicare dal tono.
Invito le interessate a dare un'occhiata al sito www.theknitwith.com, dove gli inferociti, quanto seri, gestori dello shop, alla voce Yarn Recall, sparano una devastante requisitoria contro il suddetto oggetto del desiderio, spiegando perché hanno deciso di richiamare tutti i filati di questo tipo venduti, come si fa con le auto difettose, e di risarcire gli acquirenti.
Il fatto imbarazzante è scoprire che avrei dovuto scrivere "carta canta, ma non alla Pavarotti, direi alla Caparezza buontempone"... wow! questa sì è una notizia: si gioca in casa, a quanto pare; non c'è neanche bisogno di sapere l'inglese, la cosa si capisce lo stesso.
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