12/11/2007
Se Giulietta avesse imparato l’arte della pazienza che caratterizza le tricottatrici (se fosse stata a casa a far la maglia) anzichĂ© progettare fughe con Romeo - facendo oltretutto un gran pasticcio con veleni e finti veleni - la loro storia si sarebbe forse risolta per il meglio.
E’ tradizione in alcune zone dell’irlanda, regalarsi al momento del fidanzamento un maglione “disegnato” a cuori. Non solo lei, ma anche l’uomo tricotterĂ la maglia d’amore con i punti Aran. Questi ultimi sono una tecnica tradizionale delle omonime isole irlandesi.
Con queste romantiche premesse, quale posto migliore della Casa di Giulietta a Verona, nella sala del camino, per impararne l’arte anche qui in Italia?
DOVE la sala del camino, casa di Giulietta, via Cappello, 23 a Verona
OGGI Conferenza sulla storia della maglia e le sue leggende, ore 16.30.
FINO AL 4/2 laboratori per imparare i punti “Aran”. Per iscriversi: tel. 045-596761.
— Laura C.
8/6/2007
Come ogni anno dal 2005, il secondo sabato di giugno è il World Wide Knit in Public Day.
Che cosa è il WWKIPD? Semplicmeente, una giornata in cui le appassionate gli appassionati di maglia s’incontrano per lavorare a maglia (ma anche all’uncinetto, fare crocette, chi piĂą ne ha…) insieme, all’aperto, dove tutti possono vedere. Non è una dichiarazione di alcunchĂ©; è solo un’occasione e un modo di stare insieme. «This is a way to help knitters feel good about their hobby, and maybe introduce more people to the craft».
Sabato 9, per la prima volta, la Giornata Mondiale della Maglia in Pubblico approda in Italia. Oltre che in centinaia di cittĂ negli Stati Uniti, in Europa e in Asia, ci si incontrerĂ per lavorare a maglia e non solo a Milano (dalle 15,30 ai Giardinetti di Porta Venezia, dietro il Museo di Storia Naturale se il tempo sarĂ clemente o al bar del museo se dovesse piovere), a Firenze (dalle 16,30, presso la serra liberty detta Tepidario al giardino dell’Orticultura, ingresso da via Bolognese 15-17, oppure da via Vittorio Emanuele 4) e a Roma (localitĂ ancora da decidere a causa della visita di Bush).
Che cosa bisogna fare per partecipare? Esserci. E basta.
— Typesetter
27/3/2007

Lo dicevo io che siete strane voi che lavorate a maglia.
Da Saturno contro di Ferzan Ozpetek
Interno notte
Amica al capezzale - Anch’io ho un oroscopo orribile, sa? Farò una brutta fine. Io mi drogo. Lei si è mai drogata?
Infermiera di notte - No, io faccio l’uncinetto. Di che si fa?
Amica al capezzale - Di tutto… Tranne di eroina.
Infermiera di notte - Eh, io faccio solo centrini ma vorrei passare al lavoro a maglia.
— Laura C.

2/3/2007
Anzi, in principio fu Debbie Stoller, femminista di terza generazione, direttrice ed editrice di Bust Magazine e autrice di Stitch ‘n Bitch: The Knitter’s Handbook.
Il successo del libro si appoggiava su una nuova generazione di “magliste” e stimolava la nascita di ancora altre nuove magliste, che riprendevano una tecnica vecchia di migliaia di anni e la reinventavano per la nuova epoca. Maglioni iperpratici o sexy, accessori insoliti, colori acidi, forti, brillanti, variegati o a righe, grande passione per i piccoli oggetti e i piccoli capi, dalle calze ai cappelli, che hanno il vantaggio della portabilità e di permettere di usare filati pregiati senza svenarsi.
¶ Leggi il resto…
— Typesetter
27/2/2007
Se lo considerate un passatempo sorpassato, una roba da Nonna Papera e/o zitella inacidita, beh, siete decisamente fuori strada. Il fare ai ferri, il tricottare, insomma il lavorare a maglia, è quanto di più genialmente cool si possa avere come hobby in un freddo gennaio. Il visitare estasiate vecchie botteghe di matasse e gomitoli, il riconoscere il filato, bearsi di nomi come mohair o alpaca, districarsi tra dritto e rovescio, sono attività  alle quali dedicarsi in tutta scioltezza, senza tema di sentirsi fuori dal tempo. Anzi, farsi sorprendere ai giardini mentre il pargolo è sullo scivolo oppure, a sorpresa, tirar fuori ferri e lana durante un dopocena fra amici, avrà di sicuro un effetto non trascurabile sugli astanti. Certo, serve mestiere. Se come me avete sui 40, ci sarà stata qualche nonna o zia che vi ha dischiuso le rudimentali tecniche del lavoro ai ferri già da bambine. Alzi la mano chi, liceale non ha mai confezionato interminabili sciarpe molto alternative allora e molto trendy adesso, da donare all’amato di turno come pegno d’amore. Chi invece di anni ne ha meno potrà sempre trovare un’amica di buona volontà che potrà supportarvi in tale titanica impresa. Sembra anche che questa occupazione vanti benefici effetti sull’ansia, sul sistema nervoso in generale, sulle arrabbiature con due z. Distende, ecco.
Il regalo all’amore vostro lo potrete confezionare con le vostre sante manine. Se siete però fautrici delle storie “mordi e fuggi”, dovrete essere ben leste nel tricottamento, pena, il veder ultimata prima la vostra liason che il caldo pullover. Ma, niente paura: la maglia si disfa. Si prendono le misure del nuovo amato e si ricomincia.
Novelle Penelopi? Nient’affatto! Ragazze oculate, nulla di più.
— Diamanterosa